Vicenza: un anno di pausa per il Concorso di Parco Querini
La storia è fatta di corsi e ricorsi, e i concorsi di Vicenza Parco Querini non si sottraggono all’ovvia considerazione.
Così, a dieci anni dal ritorno della grande equitazione a Vicenza –dopo la parentesi vuota che la separava dai fasti del passato- l’inizio di settembre 2007 non vedrà cavalli e cavalieri di fama e classe internazionali sui prati e tra gli alberi di Parco Querini, né le migliaia di spettatori sulle tribune e a bordo campo tra le bandiere di mezzo mondo, nella sapiente ambientazione che gli organizzatori hanno saputo affinare nel corso degli ultimi anni.
Si tratta, comunque, di una non-edizione 2007 morbida, non sancita -come purtroppo spesso accade- da conflitti, interessi, logiche contrapposte, ma generata “soltanto” dalla complessità realizzativa e logistica di una macchina delicata come il Parco Querini Horse Show.
Una macchina costosa, si dirà, ma che ha sempre arrecato benefici a chi vi ha creduto e, soprattutto, all’intera città di Vicenza.
La quale città ha saputo accettare con entusiasmo, dopo le iniziali diffidenze, determinate anche da piccoli disagi alla viabilità in un punto cruciale come l’area intorno al Parco, quello che era diventato un appuntamento irrinunciabile in concomitanza con la tradizionale festa della città.
Festa coronata dalle domeniche assolate nelle quali passare qualche ora all’aperto, seguendo le competizioni o portando i bambini al battesimo della sella con i pony.
Anno dopo anno, con la collaborazione convinta dell’amministrazione comunale e delle aziende di servizi ad essa collegate, l’ospitalità della curia vescovile, l’appoggio delle federazioni equestri, l’adesione di decine di aziende grandi e piccole e degli operatori economici che hanno reso Vicenza famosa in tutto il mondo, il ritorno della grande equitazione nel capoluogo Berico lo aveva ricollocato tra le mete europee più ambite per amazzoni e cavalieri professionisti. Una manifestazione talmente ambita ed apprezzata che sono davvero in molti a volere che ritorni, magari nella stessa sede prestigiosa, se solo si potessero risolvere gli inevitabili problemi di parcheggio.
Un patrimonio, comunque, che Vicenza non ha intenzione di lasciar cadere ancora per molto tra due parentesi vuote.
|