CSI 5*La Coruña Centro Hípico Casas Novas
Un Concentrato di Energia
di Francesco Pettenò
Nel moderno complesso de La Coruña, Casas Novas Equestian Center, in Spagna si è svolto lo scorso weekend il classico CSI 5* di dicembre, uno degli ultimi appuntamenti di fine anno, del circuito internazionale riservato al top dei cavalli e dei cavalieri del panorama equestre mondiale.
Nel terreno di gara indoor, che misura 40 metri x 80 su un fondo combinato di sabbia silicea e geo-textil, lo Chef de Piste, Frank Rothenberger, a voi tutti noto come uno dei maggiori costruttori a livello mondiale (se non il migliore), dei percorsi di salto ostacoli, ha proposto nel Gran Premio (da 160 di altezza e 200.000,00 euro di montepremio) il tracciato che riportiamo.

Osserviamo come inizio della nostra analisi, che il percorso si svolge in maniera lineare , i cambi dimano sono 5, tre a sinistra: dall’ostacolo 2 al 3, dal 5 al 6 e dall’ 11 al 12, sono invece due quelli adestra: dal 4 al 5 e dal 6 al 7.
Sono 9 i salti a mano destra e 6 i salti a mano sinistra.
I primi due ostacoli sono ostacoli di avvio e la loro distanza consente una buona “messa sulle gambe” del cavallo, partenze così predisposte sono utili per far prendere il giusto ritmo al binomio.
E’ interessante notare il movimento ad “esse” della sequenza 3-4-5 che “gioca” sul cambio di equilibrio del cavallo, questa S comporta , “sulla carta”, un deciso intervento in avanti fra il 3 e il 4 (22,20 m) 5 tempi avanti e 4 tempi corti (17,10 m) fra il 4 e il 5. Notiamo anche che la profondità dell’oxer nr. 5 è maggiore rispetto a quella del nr. 4, ciò accentua la difficoltà nell’esecuzione della “S”, in sostanza un buon test per misurare la potenza e l’equilibrio del cavallo.
Ci apprestiamo ora a considerare la doppia (Verticale.Oxer.Oxer) con in spezzata un verticale a 20,80 metri.
La doppia verticale-oxer-oxer è fra le più difficili da affrontare ed eseguire in maniera corretta.
Notiamo che è collocata uscendo da una curva e che approssimativamente abbiamo 4/5 falcate di galoppo per attaccarla, la prima distanza 6a-6b è di 7,60 m. mentre la seconda 6b-6c e a 10,60 per 2 tempi di galoppo.
Le distanze usate da Rothenberger sono abbastanza corrette per quanto attiene la dinamica dello svolgersi del cavallo nelle combinazioni, la difficoltà maggiore sta nel corretto avvicinamento alla doppia e il giusto impulso per superarla.
Spesso accade che volendo assicurarsi un buon passaggio sul verticale si cerca di staccare “lontano” ma avendo 2 oxer che richiedono un deciso intervento in avanti per poterli superare, anche distanze che fra questi ultimi elementi sono corrette risultano, alla fine, decisamente lunghe.
Il tutto viene ancora accentuato dalla spezzata 6c-7 con un verticale a 20,80 con 5 tempi “corti” da inserire, come sappiamo in uscita di combinazione il cavallo tendenzialmente apre di più la falcata, una distanza corretta in questo caso sarebbe intorno ai 22,30-22,50 (giusto per dare un’idea dell’intervento necessario a ricontrollare il cavallo dopo la doppia).
A mano destra si va ad affrontare l’unica linea classica presente nel tracciato, triplice (2 m di profondità) e una gabbia (oxer-verticale su fosso, 8,10 m di luce interna).
La linea a 18,30 mfra l’8 e il 9° obbliga i 4 tempi un po’ corti.
La triplice posta a 20 mt dalla parete è profonda anche se non esasperata in altezza, richiede un deciso sforzo in avanti per affrontarla.
E’ un salto che privilegia la potenza del cavallo e ne fa esprimere le doti atletiche.
E’ la luce interna della gabbia che notiamo essere a 8,10 m (quindi una distanza decisamente lunga) a creare la difficoltà, anche perché il fosso posizionato sul davanti crea (in linea teorica) un atteggiamento di “messa indietro” da parte del cavallo.
Dopo questa concentrazione di sforzi ci attendono gli ultimi tre salti del percorso, che isolati fra loro ma di valide entità portano a compimento il tracciato.
Nel complesso un ottimo percorso, non esasperato nelle altezze, nella cadenza (la velocità è a 350 m/min) ma reso “piccante” dalle relativa lunghezza, 390 metri per tredici ostacoli con 15 sforzi, da compiersi in 69 secondi, dalle scelte tecniche adottate e dalla costruzione sapiente di ogni singolo ostacolo.
La seconda manche, di cui trovate la sequenza nel grafico stesso, è altrettanto lineare e scorrevole, forse, per i più raffinati, un po’ troppo esigua nei salti e poco “mossa”, ma pur sempre degna di un Grand Prix come questo.
Buone Feste a tutti voi e ai vostri amati cavalli.
Alla prossima
F. P. |