ANALISI  DELLA  SITUAZIONE  DEL  SALTO  OSTACOLI  ITALIANO

Gentile Direttore,
sono sostanzialmente d'accordo con l'analisi di Stefano Carli ma vorrei completarla con delle considerazioni più esplicite.
E' di tutta evidenza che la responsabilità della situazione attuale è del presidente Croce perchè ha governato la FISE in
modo dittatoriale assumendosi quindi ogni responsabilità.  Paga la sua sostanziale incompetenza e presunzione.
Sono stati ottenuti, è vero, alcuni risultati importanti.  Ma erano sporadici e derivanti più dallo sfruttamento che dalla costruzione
di cavalli affidabili.  Il nostro sport si fa con i cavalli:  solo con un'Equitazione di qualità si può allungare la durata e la stabilità
delle prestazioni.    Ne consegue che abbiamo bisogno di un buon Istruttore, NON di un cavaliere commerciante.
Quindi,  il Presidente, è già su una strada sbagliata, sia perchè non ha spiegato le ragioni di una scelta (come Croce), sia
perchè si impara a fare l'Istruttore passando le giornate a piedi in mezzo al campo e non mi risulta che fosse questa l'attività
del Sig. Fuchs.  A dimostrazione di quello che affermo porto l'esempio delle due squadre migliori, la Francia e gli USA, che
sono seguite entrambe da un eccellente istruttore.

Analizzando i percorsi dei migliori cavalieri( quelli che hanno le migliori prestazioni costanti) si può osservare che fanno netto
quelli che arrivano all'ostacolo con il cavallo teso davanti e flesso dietro.  Questo si ottiene, su un cavallo messo in avanti (quello
che messo in un'andatura la mantiene da solo senza interventi da parte del cavaliere),  con l'azione dell'assetto su delle redini
aggiustate.  L'azione dell'assetto parte dalla testa che va tenuta alta,  scende per la schiena che, tenuta sostenuta, deve tendersi
e rilasciarsi in sintonia con il movimento del cavallo,  va al bacino ed alle ginocchia che devono scendere ed avanzare,  alle gambe
che devono agire in sintonia con la posizione dei posteriori del cavallo,  ai talloni che devono essere spinti in basso
indipendentemente dalle staffe.  Le redini sono aggiustate quando si tendono con le mani del cavaliere davanti alle spalle.
L' addestramento deve avere come risultato di allungare l'incollatura davanti al cavaliere: il cavallo avrà maggior facilità a
passare con gli anteriori perchè questi avanzeranno maggiormente rispetto all'incollatura.  Avrà maggior facilità a passare con
i posteriori perchè la maggiore estensione dell'incollatura facilita l'uso della schiena e, di conseguenza, l'alzata dei posteriori.
Ho voluto scendere in questi dettagli tecnici per fare osservare che tutti i cavalieri francesi ed americani hanno questo assetto.
I cavalli degli americani più lavorati, quello dei francesi meno. Addirittura c'era in Svezia un'amazzone americana con un fisico
che non è certo l'ideale per l'equitazione e, malgrado questo, ha dato una lezione a molti altri, sicuramente ai nostri.

Alla luce delle considerazioni precedenti, poichè nessuno dei nostri cavalieri ha un assetto come quello descritto e migliorarlo
richiede tempi lunghi, disciplina, modestia e la necessaria base culturale per comprenderne la necessità, ne deriva che
nell'affrontare la necessaria rifondazione del SO italiano, conviene ripartire da basi nuove e cioè da quei giovani cavalieri,
allievi di buoni istruttori, che hanno avuto una buona impostazione in sella.  Essa va consolidata ed arricchita dalla possibilità
di montare cavalli di maggiore qualità e,  soprattutto,  addestrati dall'istruttore.  Diceva Nuno Oliveira che non vi è buona scuola
senza che l'istruttore partecipi all'addestramento dei cavalli.

Per concludere, caro Direttore, mi sembra che noi abbiamo prima di tutto un problema di cultura e di metodo.
Di cultura perchè senza di essa mancano i punti di partenza per qualunque processo logico.  Di metodo perchè gli errori del passato
dovrebbero insegnarci qualcosa.
                                                                   Un cordiale saluto  -  Carlo Cadorna

 

 
Alberto Grossato