SIAMO NELLA CACCA di Stefano Carli
Ormai non possiamo più nascondercelo; siamo nella cacca ( in un’epoca in cui il suo sinonimo con la m..è molto gettonato, e data la gravità del momento, spero di essere perdonato per il temine non molto aulico. Comunque, prometto di non farlo più).
Va bene andare male agli Europei, va bene non qualificarsi per le Olimpiadi, va bene essere fanalino di coda nelle coppe che contano, compreso a casa nostra, ma farcele suonare anche dalle quinte squadre ai Giochi del Mediterraneo, per di più davanti al nostro pubblico, senza contare la razzia nella maggior parte degli Csi e nazionali di casa nostra da parte di stranieri sconosciuti, comincia ad essere un po’ troppo.
Non credo che si possa addossare la colpa all’attuale dirigenza; quelle passate, tutte prese a contare i numeri ignorando il resto, hanno lasciato una pesante eredità, ma se si persiste con lo stesso andazzo e si crede di sistemare le cose passando da un triunvirato ad un quadrunvirato ….siamo a posto. Fra l’altro, se la Fise è convinta che non esista un personaggio con i numeri necessari per indirizzare il settore, e conseguentemente è convinta che non ce ne possano essere addirittura quattro, che senso ha metterne insieme quattro che, secondo lei, quei numeri non hanno?
Quando usciranno queste righe, forse sarà già stato nominato un tecnico straniero; sarà sicuramente un successo…per le sue tasche.
Il buon Berlusca, parlando delle scelte che hanno portato al successo del G8 ha evocato la lungimirante follia di erasmiana memoria ( Erasmo da Rotterdam n.d.r );io penso che noi abbiamo bisogno semplicemente di una normale, logica, assennata programmazione.
Visto che criticare è facile, sperando di essere imitato, butto lì qualche spunto.
MANCANZA DI CAVALLI
- Non vedo alternative a rimonte di almeno 20 cavalli l’anno di 2/3 anni di alta genealogia per almeno cinque anni radunandoli in un Centro di raccolta dove lavorarli con annesso un corso per preparatori di giovani cavalli e grooms ( problema grosso; il direttore del centro). Finanziamento da Coni/Fise, allevatori/Unire, pool di Sponsor, autofinanziamento.
- Valorizzazione del nostro allevamento con l’utilizzo del Centro, se richiesto, e con il divieto di partecipare a gare di 4 e 5 anni a cavalli se non montati da cavalieri muniti di apposito patentino concesso, seriamente, per esami o per veri meriti acquisiti sul campo. Istituzione di circuiti solo per giovani cavalli.
MANCANZA DI UN PRECISO INDIRIZZO TECNICO
Si scelgano quei pochi uomini di cavalli con preparazione e idee chiare ancora esistenti (ce ne sono almeno quattro in Italia) e si utilizzino per stage gratuiti continui per i 12 mesi dell’anno, dislocandoli il più possibile, con scelta mirata dei partecipanti e con obbligo di partecipazione, ad un certo numero di incontri, per Istruttori che vogliano essere abilitati ad accompagnare cavalieri in competizioni ( grado delle stesse da decidere ).
Non illudano i recenti ottimi risultati delle squadre giovanili; la buona equitazione è ancora troppo circoscritta ed anche in passato bune speranze si sono dissolte come neve al sole senza il supporto di una solida organizzazione.
PASSAGGIO DI PATENTE
Non si otterrà più a seguito di netti conseguiti, spesso grazie ai sodi di papà e di percorsi compiacenti, ma a seguito di esame, su appositi percorsi, giudicati da giudici stranieri; chi non ce la fa, rimane a saltare il metro e dieci per tutta la vita; i cavalli ringraziano ed anche i concorsi regionali.
Paura di frenare il mercato? Non credo. Solitamente il mercato, in ogni campo, dopo un periodo di assestamento, reagisce sempre bene ai miglioramenti e, come stiamo pesantemente verificando in questi tempi, reagisce con la crisi quando è stato drogato. La nostra equitazione, ora, è drogata ed è in crisi.
Buon tallone basso a tutti
Padova, Lì 12.07.009
Stefano Carli
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