Oggetto: Opinione sull’ articolo “ chi più ne ha più ne metta”
Scegliendo a caso sui tanti articoli del suo giornale su cui si potrebbe…ironizzare,…fare polemica,…o retorica come sicuramente direbbe qualcuno, sembra divertente iniziare da quello sulle imboccature,…. anche se una vocina mi dice che questa mia non verrà mai pubblicata…..
Vengo da un tempo molto lontano dell’equitazione italiana, se non ricordo male il presidente della FISE di allora era un certo Tommaso Lequio di Assaba.
Probabilmente i ragazzi nelle foto non conoscono neanche Caprilli …figuriamoci Lequio, ma non è certo colpa loro, come non è colpa loro delle imboccature nelle foto….il dramma è che probabilmente non li conoscono neanche molti dei loro istruttori caro Sig.Pellegrini .
Come lei ben sa in Italia la cultura equestre è praticamente sconosciuta, anche se abbiamo insegnato e dimostrato cose egregie al mondo…
Negli anni quindi della mia gioventù ho avuto la fortuna di veder montare e di montare con i migliori, ma, a mia memoria non ricordo che i grandi cavalieri di allora facessero uso di imboccature diverse dal filetto, se non in casi rari qualcuno,ma veramente grande, faceva uso della briglia ( morso e filetto ) specifico per chi la confonde con la testiera.
Per noi giovinetti quindi esisteva solo il volgarissimo filetto, anche perché a quei tempi non esisteva altro…pensi che le prime redini di ritorno le ho viste usare in campo prova da Mancinelli a un nazionale di Verona che a quell’epoca si disputava nell’arena, e se non erro,e non erro, Ambassador oro a Monaco84 montato da Graziano, in bocca aveva proprio un filetto.
Da allora ne ho vista di acqua passare sotto i ponti …l’assetto da leggero e in avanti a indietro con le mani alte, per poi ritornare a quello di prima, attrezzi di tutti i tipi, per montare e per girare alla corda, le staffature corte, lunghe, e di nuovo corte, le selle che ti impostano l’assetto con salsicciotti ovunque, le staffe per tenere la suola in fuori, la grattugia antiscivolo, e non mi dilungo oltre…perché se il tutto fosse servito almeno a migliorare qualcosa saremmo ancora i migliori al mondo, il problema è che non lo siamo più….e non siamo neanche secondi.
Le posso raccontare una storia alla quale ero presente, che a sua discrezione può girare ai ragazzini delle foto, se non ricordo male eravamo al concorso di Salice Terme, un allievo anzi un allieva, esce dal campo gara imprecando contro il suo cavallo che a suo dire gli scappava ed era ingovernabile, appoggiata naturalmente dagli ippogenitori che rari ma già esistevano. L’istruttore, un certo Defendente Pogliaga, mise la capezza al cavallo, chiese alla giuria di poter fare un percorso fuori gara, e con la capezza diede una grande dimostrazione del “sistema “…chi “ignora” potrebbe dire che forse aveva fatto un corso da Parelli.
E proprio in quel nazionale di Salice Terme ricordo che fece capolino in campo prova prima e in campo gara dopo, in biondo teutonico, goffo in sella con la gambetta un po’ corta, tronco e spalle esagerate,il fisico del perfetto cavaliere insomma….e in più alternava dei poderosi aiuti col sedere
a delle chiamatone strappa molari, noi ragazzini si rideva, quei ragazzini erano Moyerson, Nuti, Lupinetti, e tanti altri di quel periodo, si rideva perché avevamo come esempi i D’Inzeo, Mancinelli, Orlandi, la Novo, Moretti, ecc.. Sa chi era il biondo teutonico?Un certo Hans Horn!Vede quanta strada ha fatto l’Italico “Sistema” del povero Caprilli.
Se la giriamo, in un modo o nell’altro, la frittata è allo sfascio, imboccature sbagliate per i giovani, istruttori inesistenti, cavalieri che fanno le primedonne solo nei concorsi di casa e spesso neanche in quelli …e da trent’anni sento dare la colpa ai cavalli..!!!
E a proposito di cavalli …vogliamo dire due parole del cavallo italiano?....Il cavallo italiano cos’è !!!! caro signor Pellegrini suggerisca al suo amico di ceneri Bonomelli, e a tutti gli allevatori italiani, che “ Nasello, Crispa, Merano, Fiorello, Posillipo,Ursus del Lasco, Quotidiana…” erano cavalli italiani, non quelli di oggi…che sono italiani solo perché nati in Italia ….e ammesso che la cosa fosse giusta …quanti di questi cavalli negli ultimi 30 anni partecipano e vincono sistematicamente in gran premio in Italia ? riusciamo a contarli su una mano? e nelle trasferte all’estero?.... le mani le possiamo anche tenere in tasca…
Chi si ricorda l’ultima volta che un cavallo italiano ha vinto un campionato italiano di salto ostacoli? era il 1977 e il cavallo era il maremmano Ursus del Lasco montato da Mancinelli.
Gli organizzatori del Salone del Cavallo di Parigi del 2007 volevano presentare uno stallone performer italiano e la federazione, dopo aver fatto qualche nome dei cosiddetti cavalli italiani ed essersi sentita dire che per esempio Lucky Boy era un Holstein, ha dovuto mandare il maremmano Califfo III.
Le cose da dire sarebbero ancora tante, ma non voglio dilungarmi e tediarla con parole al vento, le auguro un buon lavoro e la saluto cordialmente ….ah dimenticavo volevo complimentarmi con la Fise per scelta del nuovo Presidente che da quanto si evince dal sul suo giornale deduco che o lui è un genio….o tutti gli altri…..!!!!
Le porgo i miei saluti e mi scuso se sono stato troppo franco, ma sia chiaro che le mie parole non sono rivolte a criticare la sua rivista,della quale peraltro sono assiduo lettore, che mi ha dato lo spunto come tante altre volte di pensare con un po’ di tristezza a come eravamo, a come potevamo essere e a come siamo.
Con simpatia
Ettore Cavallotti
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