COMUNICATO STAMPA 20 GENNAIO 2010
CRISI FISE: PARLA VITTORIO GARRONE


Cari amici dei cavalli e amanti degli sport equestri,
un saggio recitava “La fine non è altro che un nuovo inizio”; io aggiungo: “Specialmente adesso”.
La notizia del “golpe della befana” in Fise, è arrivata come un fulmine a ciel sereno.
La situazione federale e del Consiglio infatti stavano dando segni di buon funzionamento. Poche settimane
prima, a Verona per Fiera Cavalli, con il Presidente avevamo considerato, e proprio lui aveva dichiarato più
volte, che la ricchezza e varietà di competenze presenti nel Consiglio, potevano essere di sicuro supporto ad
una crescita e un miglioramento. Poi, l'inatteso.


Vi riassumo la situazione cui alludo: il Consiglio Federale della Fise è caduto a causa delle dimissioni,
avvenute tra fine anno e i primi di gennaio, di 6 dei 10 consiglieri; gli altri 4, me compreso, hanno di
conseguenza perso la loro carica e senza potere intervenire in alcun modo. Il Presidente ed io, in qualità di
Vice Presidente, invece restiamo in carica, perchè le dimissioni della maggioranza dei consiglieri non sono
avvenute contemporaneamente (cft. Statuto Fise art. 31, comma 2, punto c). Le motivazioni dell'atto restano
tuttora ignote, nessuna spiegazione concreta è stata data né prima né dopo, né a me né ad altri, né dal
Presidente né dai dimissionari.


Sarebbe facile e seducente fare della dietrologia. Tuttavia non è nella mia natura perdermi in chiacchiere.
Sono un uomo pragmatico e in un anno di Vicepresidenza Fise ho voluto con tutte le mie forze andare avanti
e cambiare la Federazione nel solo interesse sportivo, guidato da una passione sincera e completamente privo
di biechi interessi personali e ambizioni di potere.


Io e i consiglieri decaduti abbiamo lavorato sodo, contribuendo ad alcuni risultati significativi: come la
sostituzione del tecnico federale per il Dipartimento Salto Ostacoli con Marcus Fuchs (con evidente
miglioramento delle performance atletiche). Abbiamo deliberato la firma di un accordo di collaborazione con
una nota società di consulenza aziendale, con l'obiettivo di ristrutturare profondamente la federazione sul
piano organizzativo, degli aspetti economici e gestionali ed in vista di un programma poliennale sul piano
sportivo.

Stavamo infatti lavorando al programma sportivo nell’ottica di rinnovare il settore a tutti i livelli,
amatoriale e professionistico, con lo scopo generale di dare migliori opportunità di crescita agli atleti, ai
cavalli, ai proprietari e agli allevatori. Abbiamo lavorato assiduamente per mettere in chiaro la situazione
economica e patrimoniale, comprese le passività oramai ineccepibili. Avremmo voluto gestire il debito
pregresso e il bilancio corrente con criteri di accantonamento, attenzione all’allocazione delle risorse e
maggiore visibilità delle coperture finanziarie, ma l'inefficienza strutturale e l'ostruzionismo presenti in Fise
ne hanno impedito l’attuazione.


Quando l'anno scorso ho accettato la carica di Vice Presidente, l'ho fatto con entusiasmo, certo che avrei
potuto dare un forte contributo agli sport equestri, rinnovando e snellendo una struttura logora e macchinosa,
convinto che avremmo potuto ottenere risultati significativi e avremmo potuto riformare e innovare il
sistema già nei primi sei mesi, ma la situazione ad oggi conferma che mi sbagliavo e certi sistemi ferruginosi
e una mentalità conservatrice sono ancora fortemente radicati in Fise.


Ho personalmente messo in moto risorse e investito, mi sono messo in gioco, utilizzando le mie competenze
di imprenditore e mettendo a servizio della Federazione esperienze manageriali ed etiche acquisite da
generazioni. Fiducioso che il ruolo del Consiglio fosse quello di avere una funzione strategica e d’indirizzo
delle politiche federali verso il rinnovamento di un sistema e un ambiente oramai vecchi e malati. Ho
affrontato “duelli” di costruttiva dialettica con il Presidente e all’interno del Consiglio.

Come me, gli altri Consiglieri decaduti - Tibaldo e Bonomelli, che hanno eccellenti competenze sportive, e Colucci che è un imprenditore di successo- hanno a mio avviso apportato competenze determinanti nelle dinamiche federali,
profondendo un impegno corale, nell'ottica dell'interesse generale. I risultati più eclatanti della nuova
gestione sono senz'altro merito anche del Presidente, ma sono soprattutto il risultato di un grande lavoro di
gruppo.


E' un momento di incertezza e di “vuoto di governo”. Non possiamo permettercelo. Non possiamo
continuare ad andare al passo, Dobbiamo e vogliamo galoppare veloce, superando fieri e slanciati ogni
ostacolo.


Sono in corso accertamenti sulla correttezza e legalità della situazione ed entro 60 giorni dallo scioglimento
del Consiglio Federale dovrebbero esserci le nuove elezioni (fatte salve lungaggini burocratiche e legali). In
quel momento capiremo quale sarà la sorte della Fise: l'occasione potrebbe essere quella giusta per rieleggere
un Consiglio Federale basato sul vero rinnovamento, sull'efficienza e sul successo sportivo. L'alternativa
meno felice sarebbe la scelta di 10 nuovi consiglieri che non abbiano voglia e coraggio di far fare un vero
passo avanti alla Fise degli anni '10. Abbiamo bisogno di cavalli di razza.


Il 2010 è un anno importante per l'equitazione italiana che si prepara ai Mondiali di Lexington, in Kentucky:
le nostre amazzoni e i nostri cavalieri devono essere supportati da una Federazione forte, trasparente,
condivisa, capace di pianificare governando con criteri di delega e trasparenza e, soprattutto, unita negli
intenti e nelle scelte strategiche.


Personalmente, immagino una Federazione gestita da persone lungimiranti che mettano i propri valori e le
proprie esperienze al servizio dello sport, degli associati e dei tesserati. Persone in grado di pianificare una
crescita sostenibile, disinteressata, riorganizzata, competitiva ed ottenere risultati veri, che si rigenerino nel
tempo.


Questo momento, pur brutto e negativo, è propizio per attuare tutti una scelta forte, riafferrare saldamente le
redini dare una svolta vera e concreta.
Lo “sgambetto” della Befana, potrebbe così essere il terreno giusto per spiccare quel salto verso l'inizio di
una nuova era.