CIAO 2006….SENZA RIMPIANTO 02.01.2007

Il 2006 se ne è andato e per il Salto Ostacoli italiano certo non ci sono motivi di rimpianto.

Incomincia bene con l’impresa di Garcia-Albin e finisce bene con due percorsi da manuale del binomio Ligresti-Nanta al G.P. di Londra, e con l’ennesimo risultato di Garcia a Mechelen, questa volta in sella a Loro Piana Torontoma, in mezzo…….

Di Garcia si sono già sprecate le giuste lodi, per quanto riguarda invece la Jonella è forse ora di rivalutare una atleta di cui troppo spesso si è parlato più delle sue possibilità economiche che delle sue capacità; di mezzi ne ha in abbondanza, è vero, ma, a parte che dei cavalli piazzati in Coppa del Mondo non credo ce ne siano tanti da quattro soldi,li ha saputi utilizzare con bravura e determinazione e , grazie anche ai suoi ultimi Istruttori, ha regalato qualche lampo di azzurro nel circuito che conta.

Lo stesso non mi sembra che si possa dire per i Friends; usare i propri mezzi per comperare la possibilità di calpestare arene dove, per tradizione , si era ammessi solo dopo averne guadagnato il diritto per ben altri meriti,mi scusino i tanti amici in causa, ed in particolare una cui va tutta la mia simpatia , ma mi sembra una distorta e personale interpretazione del motto decouberteniano: l’importante è partecipare.

Una chicca del 2006: le 1,30 open ossia , a rileggere le classifiche di tali aborti,“ categorie la cui premiazione è riservata a cavalieri che abbiano almeno partecipato ad una Olimpiade o che abbiano vinto con quel cavallo qualche GP ed una ventina di 1,35 “ ; con buona pace degli Juniores che, per beccare una coccarda, si sono asserragliati nelle 1,20 – 1,25 attuando quel livellamento verso il basso del settore giovanile che sembra uno degli obiettivi prioritari della Federazione.

Livellamento verso il basso che la fa da padrone nelle catg. Giovani cavalli; percorsi senza costrutto e senza progressione e, spesso, talmente facili che ormai si sono autopromossi ADDESTRATORI ( non sarebbe il caso di pensare ad un patentino? ) cavalieri con il primo grado appena strappato e dalle assai dubbie capacità, tanto, un primino in quelle categorie non lo si rifiuta mai. Vediamo, così , troppo spesso quei poveri cristi ( i cavalli ) anche di buona qualità e di troppa sopportazione, saltare benino nei 4 anni, malino nei 5, male nei 6 e….sparire nei 7.

 Regione Veneto: un comitato che ha lavorato duramente ed ha programmato. I numerosi successi in campo nazionale delle sue rappresentative giovanili non credo siano solo la manifestazione di un occasionale e fortunato esplodere contemporaneo di un ristretto numero di binomi particolarmente in gamba ma il frutto di un lavoro che ha coinvolto tutti i fattori impegnati: atleti. istruttori, genitori, istituzioni.

Spero che le sirene romane non siano un richiamo tanto forte da distogliere l’attenzione del nostro Ulisse, interrompendo , altrimenti, la continuità di un lavoro destinato, ne sono certo, a dare risultati importanti.

Le Siepi di Cervia: anche nell’equitazione esiste la ORGANIZZAZIONE ( ..ma il campo verde….).

Juniores; il rapporto fra Juniores tesserati e Juniores con il secondo grado è ridicolo, i risultati in campo internazionale, mediocri. Per i piani alti, ci vuole più metodo, più fatica, più disciplina, più sacrificio, più coraggio e, da parte della Federazione, più programmazione, più attenzione, compreso qualche intervento economico, per quegli atleti che dimostrassero particolare attitudine ed impegno; io qualche spesa di rappresentanza la girerei a loro e che fossero loro a farci da rappresentanza…a suon di risultati.

 

Un buon 2007 a tutti. Stefano Carli