SI PENSA…..di Stefano Carli

A letto in una clinica svizzera, operazione alla schiena per cercare di tenere ancora per un po’ unite vertebre con tendenze anarchiche, ore, giornate lunghe.

Dopo una operazione seria si passa da momenti di abbattimento a momenti di euforia a seconda dei segnali che ti da il corpo in rapporto ai se ed ai tempi del recupero e si pensa , si pensa molto perché hai quel tempo che non è mai sufficiente nella vita di ogni giorno. Si pensa alle cose importanti della propria vita e , visto che c’è il tempo, alle cose futili .

Non so dire se il cavallo sia stato una cosa importanteo futile della mia vita; è sempre in agguato la legge della relatività. Certo è che in questi giorni ci penso spesso e, unita alla nostalgia, non so quanto ricambiata , dei miei quadrupedi, viene fuori quella voglia di vedere le cose equestri di casa nostra andare meglio, di individuare ipotesi percorribili per contribuire a raddrizzare una barca dalla rotta non ben definita.

Entrando nel problema, penso che a livello Nazionale la gestione dei due settori Junior e Senior debbano essere distinte, anche perchéil secondo non potrà che beneficiare in modo naturale e consequenziale, di una buona gestione del primo.

Mi soffermo sugli juniores che, forse per analogie anagrafiche, mi coinvolgono maggiormente.

Come ho già avuto modo di scrivere, ritengo che il problema del cavallo, che assilla in modo preoccupante il settore senior, nel campo junior sia di portata alquanto inferiore; non ho mai visto infatti insieme tanti cavalli buoni come nelle categorie juniores in occasione di selezioni o campionati.

Per quanto riguarda gli atleti, a parte che un discreto numero ha già evidenziato doti di un certo rilievo,mi rifiuto di pensare che, in un numero così grande di tesserati, tutti gli altri siano degli scarafoni.

Se tali premesse sono condivisibili, non rimane che puntare l’attenzione sul modo in cui questi binomi sono gestiti.

Limitatamente al centro nord, che frequento con maggiore assiduità, i buoni Istruttori non mancano ma non sono assolutamente considerati, valutati, pubblicizzati, incoraggiati, consigliati, gratificati dalla Federazione.

Succede così che molti genitori neofiti non sappiano nemmeno che esistono e per ignoranza (non conoscenza ) o comodità o semplice pigrizia investono tempo , passione, denaro- talvolta molto-, in personaggi, muniti di patenti concesse con troppa benevolenza, che si sanno forse proporre ma che non hanno, e non avranno mai, le capacità tecniche, culturali, emozionali per fare fruttare in modo sportivamente utile tali investimenti.

Senza pensare a rivoluzioni copernicane, se la Federazione avesse la volontà, la capacità tecnica, la onestà scevra di interessati nepotismi o di deleteri assistenzialismi, di individuare e dare una investitura ufficiale ad unnumero di Istruttori veramente capaci e tali da potere costituire l’ossatura tecnica di tutto il movimento giovanile, questo potrebbe essere il primo passo verso il raggiungimento di un indirizzo uniforme al movimento stesso ed un punto di riferimento per chi fosse seriamente alla ricerca di un appoggio tecnico, difendendolo dal pericolo di avventure dall’esito, se non deleterio, sicuramente destinato alla mediocrità.

Questo nucleo di Istruttori dovrebbe essere scelto in base a criteri oltre che di moralità, di capacità provata e quindi di risultati già ottenuti nel campo dell’istruzione; risultati effettivi,non teorici od ipotizzati.

Tali Istruttori, essendo già affermati, dovrebbero avere già raggiunto una loro indipendenza economica e quindi potrebbero bastare incentivi abbastanza contenuti, oltre all’avviamento che il solo fatto di essere inserito in tale gruppo scelto loro porterebbe, per ottenere l’adesione ad un programma, che loro stessi dovrebbero concorrere ad impostare, ed alcune prestazioni particolari come il seguire talenti geograficamente decentrati o con risorse economiche limitate.

Penso che un riconoscimento di tale portata ed il conseguente aumento di domanda ad essi convogliata, dovrebbe dare loro la forza di esprimere le loro attitudini con più sicurezza, severità, determinazione e coraggio in gara senza il prevalere di quella tendenza di accontentarsi del giusto, di quel tanto che basta per non perdere il cliente e che, a mio avviso finisce per costituire un freno ad una vera crescita agonistica e alla competitività dei ragazzi.

Ovviamente dal gruppo dovrebbero essere esclusi istruttori che avessero esagerato in “esuberanza” in quella attività collaterale, che talvolta diviene preponderante , del commercio dei cavalli; la vedrei più come una esclusione con la condizionale perché è meglio un Istruttore ravveduto bravo che uno corretto ma incapace, categoria , quest’ultima a cui va tutta la mia stima e simpatia umana ma che, per piacere, …tolga le mani dai nostri giovani.

Si potrà obiettare: e gli esclusi? …….Che si diano da fare o che tornino a fare riprese nelle scuole che anche di questo ci sarebbe un enorme bisogno, oltre a tutto, qualcuno che preferisce l’adulazione alla fatica e all’impegno, lo troveranno sempre.

 

St. Moritz , Lì 18.01.007

Stefano Carli