MA CHE MUSICA E’?    di Stefano Carli

Una grande orchestra, con ilpodio del Direttore vuoto, composta da molti Professori, alcuni dei quali anche molto bravi, ma che tengono in mano, in pochissimi, dei buoni strumenti musicali, altri delle vecchie casseruole e altri assolutamente niente. Il concerto è assolutamente scadente, con qua e là qualche suono anche gradevole ma con molti rumoracci , qualchestecca e prolungati silenzi.

D’altronde cosa ci si potrebbe aspettare da una orchestra praticamente priva di strumenti? E cosa ci possiamo aspettare allora da una equitazione praticamente priva di cavalli di alto livello?

Dagli scarni comunicati FISE ufficiali, mi sembra di capire che per il 2007 è stata costituita una nuova commissione Salto Ostacoli, è stato per l’ennesima volta modificato l’incarico a Duccio Bartalucci ed è stato dato a Roberto Arioldi l’incarico di selezionatore dei cavalieri azzurri. Basteranno questi provvedimenti a dare nuova linfa alla nostra Equitazione?

Si potranno costituire anche cento commissioni e nominare anche cento selezionatori ma cosa commissionano e cosa selezionano se solo in pochi cavalieri dispongono di un buon cavallo, peraltro senza ricambio, alcuni dispongono di un cavallo che viene promosso buono a seconda delle necessità e altri non ne dispongono affatto? Se vogliamo cercare di tornare competitivi non possiamo più prescindere da una politica che programmi la creazione di un buon numero di cavalli competitivi per completare il parco cavalli dei cavalieri e degli Juniores migliori a prezzi calmierati.

Uncoordinamento finalmente costruttivo fra FISE e UNIRE che coinvolga anche le associazioni degli allevatori e dei proprietari, non è più procrastinabile; lo ha fatto la Francia qualche decennio fa quando il settore entrò in crisi, lo ha fatto l’Olanda partendo addirittura da zero poi è arrivata la Svezia e noi continuiamo a trincerarci dietro al fatto che non abbiamo un habitat idoneo per allevare e rinunciamo anche a lavorare giovani cavalli. Forse che le nevi della Svezia sono più adatte al formare cavalli di quanto lo siano i Pratoni del Vivaro?

E’ forse giunto il momento che si cominci a cambiare il termine Ente con il termine Azienda e di questa si adottino metodologie operative e criteri di valutazione dei risultati raggiunti e da raggiungere. L’acquisto dei Protoni deve essere considerato il primo passo; ora , lo si faccia diventare produttivo. Acquisto di giovani prodotti,preparazione e loro successiva vendita controllata e finalizzata, scuola di artieri e di preparatori di giovani cavalli, punto di riferimento per allevatori privi di propria organizzazione addestrativa, queste dovrebbero essere le direttive, che , se ben gestite , in affiancamento e completamento delle iniziative private, poterebbero, in termini medi, ridare un po’ di vitalità al nostro sport senza abbandonarlo alladanarosa estemporaneità e alle avventure di pochi.

 

Padova , Lì 07.03.007

 

Stefano Carli