FISE/UNIRE: programmazione…questa sconosciuta di Stefano Carli
Un CampionatoNazionale Juniores organizzato nella seconda settimana dall’inizio delle scuole con conseguente rinuncia allo stesso da parte delle Famiglie che hanno una ben precisa scala di valori da tutelare e, comunque, con gravi disagi per le altre. Una tappa del Circuito Unire assegnata al centro organizzatore ( Il Cristallo ) dieci giorni prima della data prefissata e comunicata cinque giorni prima ai cavalieri con conseguente ovvio annullamento della stessa per mancanza di iscritti; sono solo i più recenti emblematici fatti di come programmano la loro attività i due maggiori Enti che dovrebbero presiedere alla crescita sportiva dei cavalieri ed alla valorizzazione del cavallo italiano.
All’inizio dell’anno, come sempre, si è fatto un gran parlare di sinergie da attuare fra i due Enti, di necessari collegamenti per potenziare le rispettive attività, nomina di coordinatori, commissioni di studio e chi più ne ha più ne metta ma la minestra è sempre la stessa e così vediamo cavalli italiani di quarantacinque anni saccheggiare le catg di 1,25 assorbendo gran parte di quei mezzi finanziari che potrebbero essere ben altrimenti utilizzati per la crescita di cavalli con un possibile futuro . Nel salto ostacoli, abbiamo fallito l’unico traguardo che ci eravamo prefissati, la qualificazione olimpica, mentre l’unica medaglia continentale è stata vinta dallo YR Gaudiano, giovane di talento e di attributi, mai avvicinato dalla Federazione per programmare un suo futuro e che se ne è dovuto andare all’estero per riordinare le proprie idee ed il proprio assetto, quell’estero da cui abbiamo dovuto rapinare il nostro cavaliere attualmente di punta, Garcia, per puntellare le traballanti rappresentative nazionali, magari con un braccio solo come agli ultimi mondiali.
Per quanto riguarda i recenti Europei, considerando i presupposti, la squadra è andata al di là di ogni più ottimista, non miope, aspettativa; la scelta del tecnico è stata giusta ed i cavalieri hanno montato benissimo tanto da suscitare un plauso generale e convinto ma è pur sempre una squadra emanazione di una Nazione che non sa programmare che vive di improvvisazioni, di un Consiglio federale che avoca a se funzioni che non ha la capacità di svolgere, che non ha il coraggio dei delegare ad un tecnico di assoluta capacità la rifondazione del nostro movimento, che sembra non avere capito che senza cavalli non si va da nessuna parte e che non ha la capacità di predisporre, coinvolgendo in modo intelligente anche l’Unire e gli allevatori, un piano di medio periodo idoneo a rifornire di cavalli, almeno in misura complementare, i cavalieri di prima squadre ed i giovani emergenti.
Intanto si è investito un bel po’ di mezzi negli improduttivi Protoni del Vivaro ( con quali finalità? ) e siamo costantemente investiti da numeri e statistiche trionfalistiche; avrei preferito tifare per una nostra squadra qualificatasi per le Olimpiadi; vuol dire che mi accontenterò di una… adozione a distanza, magari, dell’Ucraina.
Padova ,Lì 10.09.007
Stefano Carli |