ZAPPING DI STEFANO CARLI
Sabato sei ottobre: un po’ di zapping allaTV , magari nell’inconfessato intento di beccare qualche signorina scollacciata e, invece,mi imbatto nella finale del Global Champions Tour di Atene; che splendido spettacolo. In una manifestazione che sembra avere dato una sterzata alle ormai obsolete formule di concorso, “ obbligando “( una volta tanto il vile denaro ha dato buoni frutti ) i migliori binomi del mondo a confrontarsi al limite delle loro possibilità, lo spettacolo è stato di altissimo livello. Su un percorso non certo facile, sembrava che i cavalieri fossero più attenti a fare sfoggio di una monta corretta che a tendere al risultato, con aiuti efficaci ma ridotti all’essenziale, assetti ottimi, grandi impulsi ed equilibri; viene da pensare che nelle alte sfere dell’equitazione mondiale si sia fatta strada l’equazione monta bella = risultato migliore. Se fra i grandi cavalieri si farà definitivamente strada anche la convinzione che con questi cavalli e con questa qualità di cavalieri le “preparazioni “ di cui molti sono ancora schiavi, oltre che immorali sono superflue, sarà un grande messaggio e si andrà definitivamente verso una equitazione veramente bella , non solo fuori ma anche dentro.
Due annotazioni a margine; l’assenza ormai cronica di italiani nei grandi appuntamenti e la difficoltà dei giovani a scalzare dalle vette i mostri sacri. Della prima , le cause appaiono evidenti e consequenziali ad una politica carente; della seconda , continuo a chiedermi perché.
Domenica sette ottobre: un po’ di zapping sui giornali equestri. Su CAVALLI e Cavalieri di Ottobre, una lunga intervista a Jonella Ligresti per permetterle di confutare la propria esclusione agli Europei e le scelte del Tecnico; per uno che ha vissuto più di esclusioni che di inclusioni con l’unica prospettiva di tacere e lavorare più sodo sperando nella volta buona, la cosa è apparsa un po’ singolare. Ma poi, pensando che siamo in un’epoca in cui i giudici sbeffeggiano il Ministro della Giustiziain uno show televisivo e il Ministro minaccia i giudici nella porta accanto…anche questo ci può stare.
Nelle stesse pagine leggiamo una intervista al tecnico Roberto Arioldi che spiega, a mio giudizio, con pacatezza le ragioni delle proprie scelte che, peraltro, dalla maggior parte della stampa specializzata sono state ritenute equilibrate. Sempre nelle stesse pagine leggiamo che le parole del CT “ ci sono sembrate molto pesanti e poco opportune “. Mi permetto di dissentire su tale giudizio che, per di più, considero altamente diseducativo nei confronti delle giovani leve; anche senza entrare nel caso particolare, se è “inopportuno” che un CT abbia l’onestà di esprimere giudizi sugli atleti che è chiamato a selezionare ed a guidare, allora proponiamo, per la prossima volta, di sceglierne uno muto, anzi, non lo nominiamo e facciamo scegliere gli atleti da…se stessi. Un piccolo dubbio, ma sarebbero state parole pesanti ed inopportunese l’oggetto fosse stato il Sig Brambilla?
Padova, Lì 10.10.2007
Stefano Carli |