ACCADEVA
36° puntata
Nella primavera del '92 uscì un' interessante pubblicazione, con tante belle fotografie e riproduzioni di locandine e manifesti, abbinata al numero cinque di "Sport Equestri", la rivista federale curata all' epoca da Caterina Vignozzi e da Mario Gennero. L' opuscolo trattava l' equitazione ai Giochi Olimpici dal 1912 al 1992, anno in corso in cui si sarebbero disputate le olimpiadi di Barcellona.
Leggendo con attenzione alcune pagine si può scoprire che il Conte Clarence Von Rosen, ufficiale svedese, fu il primo a chiedere al Barone De Coubertin l' inserimento dell' equitazione fra le discipline olimpiche. La partecipazione alla specialità del completo fu riservata inizialmente ai soli militari, mentre nel dressage e nel salto furono ammessi anche cavalieri civili.
All' edizione di Stoccolma seguirono quelle di Anversa, Parigi, Amsterdam, Los Angeles, Berlino, Londra, Helsinki, nuovamente Stoccolma nel 1956, Roma, Tokyo, Città del Messico, Monaco, Montreal, Mosca, di nuovo Los Angeles e Seul.
Ricordiamo le medaglie italiane vinte, sia per i nostri giovani lettori che non conoscono le glorie del passato, sia per coloro, meno giovani, che le hanno già dimenticate: Anversa, nel salto, bronzo a squadre (Lequio, Valerio, De Rossi), oro e argento individuale (Lequio di Assaba in sella a Trebecco e Valerio in sella a Cento) mentre nel completo argento a squadre (Caffaratti, Spighi, Cacciandra), bronzo individuale per Caffaratti in sella a Traditore; Parigi, salto, argento individuale (Lequio ancora su Trebecco), in completo bronzo a squadre (Lombardi, Alvisi, Beraudo di Pralormo); Stoccolma, salto, argento a squadre (R. D'Inzeo, Oppes, P. D'Inzeo), argento e bronzo individuale (Raimondo D'Inzeo su Merano, Piero su Uruguay); Roma, salto, bronzo a squadre (R. D'Inzeo, Oppes e P. D'Inzeo), oro e argento individuale (Raimondo D'Inzeo su Posillipo, Piero su The Rock); Tokyo, salto, bronzo a squadre (Mancinelli ed i fratelli D' Inzeo) e nel completo oro a squadre (Checcoli, Argenton, Ravano e Angioni) e oro individuale (Checcoli in sella a Surbean); Monaco, salto, bronzo a squadre (Orlandi, Mancinelli, i fratelli D' Inzeo), oro individuale per Mancinelli su Ambassador e in completo argento individuale (Argenton su Woodland); Mosca, completo, argento in squadra (Federico Roman, Schiocchetti, Mauro Roman e Casagrande), oro individuale Federico Roman in sella a Rossinan.
La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo per eccellenza, immortalò i vari successi: dell' Olimpiade di Roma con il titolo "Precisione, intelligenza, riflessi", per quella di Tokyo scrisse "Vittoria scientifica", per Monaco "cavalli con le ali" ed infine festeggiò quella di Mosca con il titolo "Un Roman d' oro". A rileggere i pezzi si è assaliti dalla nostalgia e dall' orgoglio ma purtroppo anche da una certamalinconia pensando ai risultati del presente.
Marino Zava |